L’acquisizione della cittadinanza italiana per naturalizzazione è spesso vissuta come il coronamento di un lungo percorso di integrazione. Tuttavia, nonostante il rispetto formale dei requisiti (residenza, redditi, assenza di condanne), il Ministero dell’Interno può rigettare l’istanza per vari motivi, spesso non immediatamente comprensibili per il richiedente.

Vediamo i motivi ostativi più ricorrenti e quali sono gli strumenti legali per contestarli o prevenirli.


⚖️ 1. Precedenti penali e notizie di reato

Uno dei motivi più comuni di diniego è la presenza di:

  • Condanne penali (anche con pena sospesa)
  • Sentenze non definitive
  • Anche semplici “notizie di reato” (cioè indagini pendenti o archiviate senza assoluzione formale)

❗ Il Ministero può rigettare la domanda anche in assenza di una condanna definitiva, sulla base della valutazione di “pericolosità sociale” o “mancata integrazione”.

🔧 Rimedi possibili:

  • Osservazioni scritte entro 10 giorni dalla comunicazione del preavviso di diniego
  • Istanza di riabilitazione ex art. 178 c.p., se sussistono i presupposti
  • Richiesta di certificato penale aggiornato che attesti l’estinzione del reato
  • Ricorso al TAR contro il provvedimento finale, nei termini di legge (60 giorni)

🏠 2. Il “buco di residenza”

Il cosiddetto “buco di residenza” è un’interruzione nella continuità della residenza legale in Italia nei 10 anni precedenti la domanda.

Questo può derivare da:

  • Errori anagrafici
  • Trasferimenti tra comuni non correttamente registrati
  • Mancata iscrizione o cancellazione anagrafica

❗ Anche un breve intervallo può compromettere il requisito della continuità, rendendo il richiedente formalmente non idoneo.

🔧 Rimedi possibili:

  • Richiesta di rettifica all’anagrafe
  • Produzione di documentazione integrativa (es. contratti, buste paga, certificati medici, scolastici)
  • Osservazioni al Ministero con chiarimenti sulla continuità di fatto della presenza in Italia

💶 3. Redditi insufficienti

Il richiedente deve dimostrare di avere avuto redditi adeguati nei 3 anni precedenti la presentazione della domanda. La soglia di riferimento è:

  • € 8.263,31 per il richiedente singolo
  • € 11.362,05 per coniugati, aumentata di circa € 516 per ogni figlio a carico

Il diniego può arrivare anche per:

  • Periodi brevi di mancanza di reddito
  • Redditi dichiarati ma non stabili
  • Dipendenza economica da terzi senza giustificazione

🔧 Rimedi possibili:

  • Presentare osservazioni documentando miglioramenti recenti
  • Dimostrare che il coniuge ha redditi sufficienti (con certificazione)
  • Fornire documentazione fiscale integrativa (CU, 730, buste paga)
  • In alcuni casi, nuova istanza quando i redditi sono consolidati

📝 Conclusioni

Il rigetto della domanda di cittadinanza non è sempre definitivo. In molti casi è possibile intervenire per tempo con:

  • Osservazioni puntuali e documentate
  • Atti integrativi come istanze di riabilitazione o rettifiche anagrafiche
  • Ricorsi giurisdizionali al TAR o in sede amministrativa

👨‍⚖️ Lo Studio Legale Cosoi fornisce:

  • Consulenza personalizzata sulla cittadinanza
  • Assistenza nella redazione delle osservazioni
  • Supporto nei ricorsi contro dinieghi o silenzi della Pubblica Amministrazione

📍 Contattaci per una valutazione preliminare gratuita della tua pratica.

Lascia un commento

sono Avv. Andrei Cosoi,

e le do il benvenuto sul sito dello Studio dedicato a offrirle informazioni chiare e utili sulle principali questioni giuridiche che possono emergere nella vita privata, in famiglia o nella gestione della sua impresa.

Restiamo in contatto

📞 Telefono: +393288779154